Carta straccia (Calcio GP, 11 ottobre 2010)

Cari amici, questa è la nuova puntata della rubrica pubblicata lunedì. Buona lettura.

Su Andrea Elefante della Gazzetta dello Sport rischiamo d’essere ripetitivi. Il nostro Andrew The Elephant Man è ormai pienamente lanciato in carriera, lo mandano al seguito della nazionale e gli fanno persino scrivere i corsivi. Il tutto avviene dal basso d’un talento per la scrittura opinabile parecchio, ma che ci si vuol fare? Nulla, tranne impinguare a dismisura il dossier che lo riguarda. Nell’edizione del 6 ottobre gli è stato affidato un commento che in altri tempi sarebbe stato competenza delle firme nobili del giornale; ma nei giorni in cui persino Germano El Bove Bovolenta e Alessandra Bocci firmano in prima pagina ci può stare anche questo. Il tema riguardava il difficile momento dell’Inter, e Andrew vi ha dedicato il seguente passaggio: “Benitez (d’accordo con la squadra, ha sempre tenuto a precisare) ha voluto prendere una strada: provare sempre a giocare bene attraverso il comando qualitativo delle partite”. Qualcuno saprebbe dirci cosa cazzo vuol dire “giocare bene attraverso il comando qualitativo delle partite”?

Lo stesso Andrew ha scritto per l’edizione del 7 ottobre un pezzo su Giorgio Chiellini. Iniziato col piglio di chi crede di essere Hemingway: “Quando poi avrà messo anche quella firma, e il suo orizzonte bianconero si sarà spostato fino al 2015, e dunque si sarà promesso dieci anni tondi sempre con la stessa maglia, Giorgio Chiellini forse comincerà davvero a pensare di essere qualcosa di più di un calciatore, per la Juventus. Non gli peserà: già oggi, e non da oggi, ragiona e parla come uno che va oltre, che non sta solo dal ‘quella’ parte, che non riesce a ragionare a compartimenti stagni”. Il danno è irreparabile, purtroppo.

Su Tuttosport del 7 ottobre, Marco Bo la prende alla lontana. Il suo attacco di pezzo è da trattato di epistemologia: “Per leggere la realtà non basta vederla, bisogna soprattutto capirla”. ‘Azz! Qui si parla dei Massimi Sistemi. Andiamo avanti: “E per riuscirci occorre poter disporre di intelligenza e esperienza”. E a quel punto il lettore crede ci s’accinga a parlare di un premio Nobel o giù di lì. E’ lì che Bo svela l’arcano: “Con questa premessa nessuno meglio di Alessandro Del Piero, 644 gare disputate con la maglia bianconera addosso, può provare a dare il giusto peso allo 0-0 ottenuto a San Siro con l’Inter (…)”. Ma facci il piacere!

Fra l’altro, il pezzo di Bo è un esempio di quali grami tempi stia attraversando il giornalismo sportivo. Esso infatti è costruito su un aggiornamento fatto dal capitano bianconero sul suo sito web personale. È anche così che vengono fatti i giornali sportivi oggi, e questo non è certo un demerito di Bo. Il quale, comunque, continua a metterci del suo: “Non a caso il capitano della Juventus, attraverso il sito alessandrodelpiero.com, distilla gocce di ottimismo Più che un distillato, si tratta di un’essenza vera e propria vista la concentrazione di positività che si trova in questi suoi pensieri”.

Va aggiunto che per Marco Bo è stato un periodo di grazia. Nell’edizione del 5 ottobre un suo articolo sentenziava che Del Neri non avrà problemi a mangiare il panettone in bianconero. E se fossimo al posto del tecnico juventino ci daremmo una bella grattata, ché non si sa mai: “Lievita, lievita il panettone Juve e stavolta il tecnico di turno non deve preoccuparsi perché il dolce natalizio lo mangerà”. Per il bollito ha già provveduto Tuttosport.

Elvira Erbì si avvia a essere per il quotidiano sportivo torinese l’omologa di Alessandra Bocci in Gazzetta: una groupie. Allo stesso modo in cui la Moccina del giornale rosa si strappava i capelli per Shevchenko (per poi lanciarsi a corpo morto su Ibrahimovic, dopo brevissima vedovanza), l’Elvira palpita per il neo-juventino Milos Krasic. Ecco l’incipit dell’articolo pubblicato il 5 ottobre: “MilleMilos va forte come un treno. Un gioiello dell’alta velocità, con corredo di interni di lusso. Classe e prorompenza fisica al servizio della Juve. Krasic da mostrare. Krasic da sfruttare al meglio. Krasic da mettere in copertina. Krasic da salvaguardare. Krasic da esaltare”. Elvira da sedare.

Vi starete chiedendo: ma perché così poche citazioni dal Corriere dello Sport-Stadio? Risposta semplice: sotto il regime Vocalelli quel giornale è diventato talmente insipido da rendere impossibile prenderlo per il culo.

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