Se Marianella trascina Sky nel Pozzo di San Patrizio

È noto quale sia la mia opinione su Massimo Marianella.

Le sue telecronache calcistiche sono fra le peggiori che possa capitare d’ascoltare, e per vari motivi. Non hanno ritmo, sono discontinue alternando momenti di pura logorrea a imbarazzanti vuoti, e al momento dei gol vengono devastate da urla isteriche. Soprattutto, quelle telecronache raccontano poco della partita. In esse si parla d’altro. D’aneddotica, di superflue statistiche, d’insipide dichiarazioni pre-partita tipo quella dell’allenatore che afferma: <L’avversario è forte ma noi vogliamo vincere>. ‘Sticazzi, e chi l’avrebbe mai detto? Intanto la partita va, e al telespettatore non rimane che abbassare l’audio e mettere in sottofondo della musica lounge come se fosse l’ora dell’apericena. Può essere affascinante, come esperienza di calcio televisivo.

Il problema è che Massimo Marianella soffre d’una sindrome devastante: la Sindrome del Secondo della Classe. Quella che porta la vittima a studiare come un secchione e anche più,  a sacrificare ogni minuto del giorno per documentarsi sulle minuzie, a scrivere tesine non richieste pur di dimostrarsi all’altezza della competizione per l’eccellenza, ma che infine si realizza nel fatto che il primato non giunga mai. E che più alti sono gli sforzi, più impercettibilmente lontano è il risultato. Frustrazione massima che va a covare ulteriore bile.

Marianella è proprio così, e durante le telecronache non perde occasione di rimarcarlo sfoderando informazioni di superba inutilità. Giusto per far vedere che lui è informatissimo. Se capita che durante la telecronaca d’una partita fra Ipswich Town e il Rotheram il centravanti della squadra di casa prenda palla, state sicuri che Marianella vi rende edotti su come l’attaccante non vada in gol da nove partite a causa di un grave problema nella vita privata, dovuto al fatto che la bella fidanzata meteorina su un canale regionale ha preso a soffrire d’alluce valgo a causa delle infernali calzature tacco 69 indossate per andare in onda, e che la pur momentanea rinuncia a quegli strumenti di tortura per delle più comode ballerine le è costata l’estromissione dal video con conseguente vertenza intrapresa dal Sindacato Meteorine del Suffolk, ma come è ovvio tale sconvolgimento non poteva non avere conseguenze sull’equilibrio di coppia e sul rendimento in campo del povero centravanti, che dal canto suo e forse per inconscia solidarietà con la morosa ha somatizzato un’allergia per gli scarpini con suola rigida a 6 tacchetti e ha preso a insistere col magazziniere per indossare gli scarpini a 13 tipici dei campi sudamericani, con gravi problemi di tenuta sui pesanti campi inglesi, e mentre Marianella vi racconta siffatte menate la partita va avanti per uno, due, anche tre minuti, e i giocatori delle due squadre sembrano fare melina a metà campo per evitare l’imbarazzante circostanza del gol mentre il telecronista parla d’altri cazzi, e davvero si ha l’impressione che da un momento all’altro uno di loro salti su e urli a Marianella: <Ahò, guarda che qui stàmo a ggioca’!>.

Purtroppo non sempre i calciatori in campo mostrano questo riguardo. E dunque può succedere quello che è successo ieri sera, in occasione della partita d’apertura della Bundesliga 2013-14 tra Bayern Monaco e Borussia Moenchengladbach. Intorno al 10’ del primo tempo la regia tedesca ha mostrato un’inquadratura dall’elicottero dell’Allianz Arena. E lì Marianella è partito con uno dei suoi sfoggi nozionistici da secondo della classe. Ha cominciato a dire che lo stadio di Monaco di Baviera è suggestivo soprattutto per la sua caratteristica di colorarsi in modo diverso a seconda della squadra di cui ospita la partita in casa, e perciò s’illumina di rosso quando a giocare lì è il Bayern, e di bianco quando la squadra ospitante è la nazionale tedesca, e di azzurro quando le partite casalinghe sono quelle del Monaco 1860, e che addirittura in occasione dell’ultima festa di San Patrizio e in onore della folta comunità irlandese presente in Baviera lo stadio si è illuminato di verde per due ore, e intanto che Marianella alluvionava i telespettatori con queste informazioni inutili un lancio di Ribery tagliava nel mezzo la difesa del Borussia permettendo a Robben di segnare il primo gol stagionale della Bundesliga. E lì il secondo della classe ha accolto la nota di cronaca dicendo: <E intanto c’è il gol di Robben>. Così, con l’attenzione secondaria che avrebbe usato per salutare alla lontana e con la mano un amico sull’altro lato della strada per non interrompere una conversazione telefonica: <Ciao Marce’! (ma vattela a pija’…)>.

Si assiste a scene del genere, nei giorni in cui Sky Italia ci tormenta coi promo celebrativi del proprio decennale. Per il canale satellitare il campionato tedesco è il solo torneo calcistico in esclusiva. Tutti gli altri, dal campionato italiano ai tornei esteri e internazionali collocati su Fox Sport, sono trasmessi anche da Mediaset e disponibili a un prezzo inferiore per gli utenti. Dunque, la Bundesliga è una delle poche cose che giustifichino il pagamento dell’abbonamento a Sky da parte di un calciofilo. Il quale, però, poi si ritrova per la partita d’esordio la telecronaca di Marianella in cui si parla di San Patrizio anziché del gol di Robben. E la tentazione di buttare nel pozzo del santo omonimo l’abbonamento di Sky si fa forte.ImmagineImmagine

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4 Risposte

  1. non capisci un cazzo

  2. Ahah che spiritoso! Marianella è uno dei migliori telecronisti italiani, competente e schietto. Quando descrive le partite è uno dei pochi che riesce a trasmettere emozioni e la sua passione per il calcio. Quelli che tu definisci come aneddoti superflui e insipidi sono al contrario sempre interessanti ed azzeccati. Se racconta questi aneddoti, magari saltando il nome di un paio di giocatori che si sono passati la palla, non mi sembra un delitto, dato che stiamo parlando di televisione, quello che succede in campo lo vediamo… non lavora in radio. Il suo compito è accompagnare il telespettatore nella visione della partita, e il suo lavoro lo fa egregiamente. Ma se tu preferisci telecronache banali e noiose, per poi venire qui a scrivere un articolo, se cosi possiamo chiamarlo, insulso, dall’alto del piedistallo che ti sei costruito da solo, allora fai pure.

    • Ecco, adesso si ragiona. Se mi scrivi “non capisci un cazzo”, ti rispondo a tono. Se invece mi esponi il tuo punto di vista in modo argomentato, peraltro mettendoci dentro delle analisi condivisibili, allora ci si può confrontare. Fermo restando che ciascuno rimarrà della propria opinione…

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