Parole – “Bravo!”; “Grazie!” (Repubblica Firenze, 6 ottobre 2013)

Qual è la parola della settimana? Senza dubbio alcuno è bravo. Un aggettivo la cui trascrizione è monca del tono che l’accompagna, con grave perdita del senso che la parola comunica attraverso l’uso. Perché un conto è il bravo che si direbbe a chi porta a termine un compito di routine, e altro è dire “bravo!”. E la differenza non sta tanto nel segno di punteggiatura, quanto nell’enfasi che il discorso prende a seconda di come la nuda parola venga pronunciata. Un ragionamento del genere ci è stato stimolato soppesando le prime dichiarazioni del nuovo questore di Firenze, Raffaele Micillo. Che non appena messo piede in città ha trovato modo di elogiare il sindaco ad interim, segnalandone i talenti che ancora qualcuno da queste parti recalcitra a riconoscere. “Bravo!”, e a motivare siffatto giudizio Micillo ha sottolineao come il Renzi a Roma sia di casa. Che se voleva essere un tocco di perfidia è persin geniale, certo un prefigurare ciò che per il questore sarà il rapporto col primo cittadino. Ma non è questo il senso di quel “Bravo!”, ché anzi le parole di Micillo sembrano sincere. Piuttosto, leggendole su carta di giornale e avendo libertà d’associare a esse il tono che più aggrada, pare d’udire attraverso l’orecchio interno un remake del più famoso sketch di Ettore Petrolini.
Al Nerone dello sketch bastava essere lì sul piedistallo e declamare parole narcise per sentir partire il “Bravo!”. E da lì in poi nemmeno gli riusciva a arrivare a pronunciare il “prìa” che immediatamente scattava il “Bravo!” a prescindere. Al sindaco che era in corsa per tutto, e dopo tanto spomparsi si ritrova alla casella di partenza senza aver capito come e perché, non resta che nutrirsi di tutti i “Bravo!” che continueranno a dispensargli. Perché “Bravo!” lo è davvero, e se si capisse pure in cosa sarebbe festa grande. Adesso che ha vinto tutte le battaglie simulate, logorandosi per prepararsi a una guerra che forse non arriverà più, il“Bravo!” a prescindere è la sola moneta che tutti quanti si possa usare per ripagare cotanta, generosa dissipazione d’energia. Unitamente alle altre dissipazioni che verranno, quelle necessarie a rintuzzare la malavoglia di correre per incarichi che dovevano essere di passaggio e invece minacciano d’essere capolinea: tipo segretario del PD (“Bravo!!!!”), o ri-sindaco di Firenze con annesso scorno di dover passare un’altra volta attraverso le primarie (“Bravo!!!!!”). Bravo! Grazie! Fine dello sketch.
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3 Risposte

  1. :DD

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