Parole – Civicità (La Repubblica Firenze, 29 dicembre 2013)

Cari amici, questo è l’articolo che oggi  mi è stato pubblicato da Repubblica Firenze. Buona lettura.

 

Qual è la parola della settimana? Senza dubbio alcuno è civicità. Termine coniato da Denis Verdini in una fase particolarmente estrosa della sua vita, e che prima ancora d’essere un’innovazione del lessico politico somiglia a uno scioglilingua, o a un microtesto perfettamente in linea con l’epoca della comunicazione smart via sms. Alla stregua di “tvtb”, di “c 6 x 1 axitivo?”, e di “vfnk strnz”, la formula “cvct” è una di quelle che “spaccano”. L’invenzione linguistica si riferiva alla necessità di trovare per Firenze un candidato sindaco del centrodestra che fosse il più possibile distante dalla politica tradizionale e espressione della cosiddetta società civile. Cercava un personaggio “a alto tasso di civicità”, il tenero Denis. E non gli riuscì trovare altro che un portiere di calcio, ma non è questo il punto. Il punto è che già in quel momento appellarsi a una presunta dimensione civica della politica era come inseguire la poesia nei versi di Sandro Bondi. Figurarsi adesso che è passata quasi una legislatura intera, e nel rivolgimento che l’ha accompagnata torme di gattopardi dal pelo infeltrito e di sciacalli con la dentiera s’agitano per ricollocarsi. E davvero non vi sarebbe alcunché di notevole, se non fosse che costoro trovano proprio nella formula della lista civica il modo per riciclarsi. Una schiera di post-rottamati, ansiosi di mettere su listerelle da zero-virgola-tanticchia pur di contribuire alla vittoria annunciata. Per poi vantarsi di “stare a fare un casino!” come la zanzara al seguito del branco d’elefanti in corsa. Un circo variegato di ex oppositori e ex transfughi pentiti, pronti a agganciare il carro del vincitore e a trainarlo come buoi ché a saltarci sopra non c’è più posto. Tutti cvc, oh yes! Nonché capaci d’animare esercizi politicamente e linguisticamente estremi, come quello che dovrebbe portare alla formazione di una lista civica di Scelta Civica. Praticamente, cvc al quadrato, per di più saltata fuori da un partito che per dimensioni necessiterebbe d’essere ribattezzato Scelta Cimice. Il nanismo politico come risorsa strategica. E a far da sfondo a cotanto outlet della cvct rimane una considerazione: che per definizione una lista civica dovrebbe essere formata da cittadini che s’affacciano per la prima volta alla politica, e invece a Firenze è diventata lo strumento di sopravvivenza per arnesi vecchi e invecchiati. Gente dura a morire, e ancor più refrattaria a vivere con un grano di senso del ridicolo in saccoccia.

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Una Risposta

  1. In effetti mi stavo giust’appunto domandando: “Ma ora che Renzi è segretario del PDL chi la governerà Firenze?” Ai civicisti l’ardua sentenza (civicisti nun se po’ sentì, ma tu mi sfidi…).

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