Chi è Peter Lim, candidato acquirente di una quota di minoranza del Milan (anticipazione da “Gol di rapina. Il lato oscuro del calcio globale”)

Cari amici, come molti di voi sapranno è in uscita (23 aprile) il mio libro “Gol di rapina”, in cui racconto l’invasione dell’economia parallela nel calcio globale. E’ di questi giorni la notizia che il Milan si appresti a cedere il 30% del proprio pacchetto azionario a investitori asiatici. A questo proposito, si parla di capitali arabi ma anche di un magnate singaporiano chiamato Peter Lim. I pochi giornali italiani che hanno cercato informazioni sul personaggio ne hanno dato un quadro molto superficiale. Per quanto mi riguarda, mi sono imbattuto nella figura di Peter Lim diversi mesi fa mentre lavoravo al libro. Tutto ciò che trovate nel frammento che segue, che è solo una piccola parte di un paragrafo del vasto capitolo dedicato a Jorge Mendes, è stato scritto fra dicembre e gennaio. Buona lettura,e  arrivederci in libreria.

 

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[…]Jorge Mendes, (…) non perde l’occasione di proporsi come punto di raccordo fra club in cerca di un nuovo proprietario e finanzieri extraeuropei a caccia d’investimenti nel mondo del pallone. Uno di questi è il singaporiano Peter Lim, il figlio di un pescivendolo che ha costruito una ricchezza stimata per il 2010 da Forbes in 1,5 miliardi di dollari e collocata al seicentocinquantacinquesimo posto su scala mondiale.

 

Jorge Mendes

Jorge Mendes

Peter Lim

Peter Lim

 

Nel mondo degli affari parte come broker e realizza investimenti fortunati, soprattutto nell’agribusiness. Come quello dell’olio di palma, effettuato con un impegno da 10 milioni di dollari nella Wilmar International Limitede orientato principalmente alla produzione di biocarburanti. Wilmar International è una società che si è guadagnata una cattiva fama sul piano globale per via delle pessime performance ambientali. Una classifica stilata ogni anno da Newsweek denominata Green Rankings, ha relegato Wilmar International all’ultimo posto d’una lista di 500 compagnie internazionali. Per questo motivo, in seguito alle pressioni della Rainforest Foundation, il fondo pensioni del governo norvegese (che è il fondo più grande del mondo, costituito attraverso il surplus dei proventi da commercio di petrolio), ha escluso nel 2013 Wilmar International dai suoi investimenti. Lim ha anche una grande passione per lo sport, specie per quei segmenti che presentano ampi margini di redditività. In questo senso, la sola eccezione viene dalla donazione di 10 milioni di dollari al comitato olimpico di Singapore a favore dello sviluppo dei giovani talenti locali. Per il resto, si tratta di investimenti in brand di grandissimo impatto sul piano globale. A partire dall’acquisto di una significativa quota della McLaren Automotive, concluso nel 2011. É stato anche proprietario dal 2002 di una catena di bar dislocati in diversi paesi asiatici e licenziatari del marchio Manchester United, club di cui Lim è tifoso dichiarato: un accordo decennale da 1,3 miliardi di dollari. Questo dettaglio non gli giova quando nel 2010 prova a comprare il Liverpool, la cui tifoseria è rivale storica di quella dei Red Devils. Il tentativo va a vuoto, ma Lim non demorde dall’intenzione di investire nel calcio europeo. Manifesta interesse per l’acquisto dei Rangers Glasgow, e benché anche questa opportunità sfumi insiste nell’idea di comprare un club. E a quel punto, a chi si rivolge per avere qualche chance di centrare l’obiettivo? Ovviamente a Jorge Mendes. Che presenta al finanziere singaporiano la possibilità di rilevare il Middlesbrough, club retrocesso nella serie B inglese al termine della stagione 2008-09. Per il boss di Gestifute si tratta dell’ennesimo club amico. Lì realizza traffici giocando di sponda con l’Atletico Madrid e il solito Peter Kenyon.

 

Peter Kenyion

Peter Kenyion

 

Si parla di un’offerta d’acquisto da 60 milioni di sterline avanzata da Lim, ma il club smentisce inglese smentisce parlando di una speculazione mediatica. Ordinarie schermaglie, rispetto alle quali non sapremo mai la verità anche perché l’affare non va a conclusione. Ma di sicuro ci sono due cose: che Lim è fortemente intenzionato a investire in un club europeo appartenente a uno dei paesi calcisticamente più avanzati, e che Mendes ha un peso rilevante anche nel Middlesbrough.

Per quanto riguarda il primo aspetto, va rilevato come soltanto pochi mesi prima la stampa spagnola avesse parlato del possibile acquisto d’un rilevante pacchetto azionario dell’Atletico Madrid da parte di Lim. L’operazione viene data vicinissima alla conclusione ma poi non si realizza. Pare che l’ostacolo stia nella volontà del presidente colchonero Miguel Ángel Gil Marin di trovare qualcuno che porti soldi freschi senza però assumere il controllo del club. E chi non vorrebbe fare il padrone coi soldi degli altri? Comunque i rapporti fra Lim e Atletico Madrid rimangono buoni, come dimostra la gara amichevole giocata il 23 maggio 2013 dalla squadra spagnola a Singapore contro una selezione nazionale. Si tratta di un evento di fundraising a beneficio del comitato olimpico di Singapore. L’Atletico vince 2-0 e si aggiudica la Peter Lim Charity Cup.

 

 

 

Un gran colpo propagandistico, come altri che il magnate mette a segno mettendo il calcio sullo sfondo. Un altro esempio di questo genere è l’ostentata amicizia con Cristiano Ronaldo, che come si è visto quando c’è da strusciarsi coi ricchi sfondati non si tira mai indietro.

 

Cristiano Ronaldo, la fidanzata Irina Shaik e Peter Lim

Cristiano Ronaldo, la fidanzata Irina Shaik e Peter Lim

Per quanto riguarda l’influenza di Mendes a Middlesbrough, se ne avrà un altro segno qualche mese dopo con l’ingaggio di Aitor Karanka come allenatore. Avviene a novembre del 2013, quando il tecnico spagnolo viene chiamato a sostituire Tony Mawbray.

 

Aitor Karanka

Aitor Karanka

Tony Mawbray

Tony Mawbray

La figura di Karanka ha un significato particolare. Per tre anni è stato il vice di Mourinho al Real Madrid, nei cui quadri tecnici era già inserito prima che il portoghese venisse ingaggiato. Ma nonostante ciò, quando Mourinho negli ultimi mesi rompe definitivamente con l’ambiente Karanka si schiera con lui bruciandosi la piazza. La prova definitiva si ha quando Karanka si schiera dalla parte del tecnico portoghese nel conflitto contro Iker Casillas, uno dei senatori madridisti relegato in panchina per ragioni politiche più che tecniche. Chiusa la parentesi madridista, Mourinho propone a Karanka di seguirlo al Chelsea per fargli da vice anche lì. L’ormai ex madridista declina l’offerta perché vuole provare l’avventura in proprio, ma ciò significa che per qualche mese rimane a spasso. Fino a che non si libera la casella giusta. E a quel punto l’agente di  Mourinho provvede a saldare il debito. In ragione di questa libertà di movimento col Middlesbrough, Mendes fa intravedere a Lim la possibilità di acquistare il club. Poi si presenta l’opportunità di acquistare il Valencia, club in profonda crisi finanziaria e esposto per 305 milioni col gruppo Bankia. Un’occasione particolarmente invitante per qualsiasi investitore. Tanto più che allo stesso Mendes viene richiesto di dare una mano nella ricerca di un investitore. E lui porta proprio Lim. Lo fa per un motivo molto semplice: i due sono soci d’affari, e in più di un’impresa. Fra esse ritroviamo una nostra conoscenza recente: la QSI (Quality Sports Investments), di cui il magnate singaporiano è uno dei finanziatori. Alla fine anche il Valencia si aggiunge alla lista delle scalate calcistiche fallite da Lim. Ma si può star sicuri che i tentativi non si fermeranno qui, e che anche in occasione dei prossimi il magnate singaporiano avrà al proprio fianco il boss di Gestifute. E di questo ininterrotto legame si ha una dimostrazione ai primi di febbraio del 2014. In quei giorni un fondo d’investimento, il Meriton Capital Limited (MCL), compra il 100% di due calciatori del Benfica: Rodrigo e André Gomes. I lettori più vispi ricorderanno che ai due si è fatto cenno nel capitolo dedicato al Portogallo, e specificamente nella parte in cui si parla dei fondi dedicati ai singoli club. Come si è detto, nell’estate 2013 il Benfica Stars Fund ha acquistato il 24% di André Gomes e il 20% di Rodrigo. A febbraio giunge il MCL e compra i due calciatori per una cifra semplicemente scandalosa: 45 milioni di euro.

 

Rodrigo

Rodrigo

Andre Gomes

Andre Gomes

 

Una somma tanto più scandalosa se si pensa che Rodrigo è un discreto calciatore e nulla più; e che André Gomes, al momento dell’acquisto da parte di MCL, ha giocato la bellezza di due partite in campionato subentrando in entrambi i casi al novantesimo minuto. Altra stranezza: a dispetto di una spesa così ingente, i due calciatori vengono lasciati a Benfica fino alla fine del torneo. Come mai? Risposta sconosciuta. Quella che invece viene fornita riguarda il nome del finanziatore di MCL: è Peter Lim. Motivo di un investimento così spropositato? Forse un giorno sapremo, chissà.

 

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