Marotta, ci spieghi – 1 Danilo, fenomeno sulla fiducia

Beppe Marotta

Beppe Marotta

Danilo Barbosa Da Silva

Danilo Barbosa Da Silva

Si tratta di un affare annunciato, e forse proprio per questo alla fine non si farà. Parlo della transazione che dovrebbe portare il giovane brasiliano Danilo Barbosa da Silva dallo Sporting Braga alla Juventus, Ma indipendentemente da come andrà è bene parlarne, sia per illustrare gli scenari entro cui va a collocarsi quello che sembra soltanto il trasferimento di un calciatore da un club all’altro, sia per raccontare in modo difforme dal coro un personaggio del calcio italiano di cui pare si debba parlare soltanto bene: Beppe Marotta, Che è amministratore delegato e direttore generale della Juventus con ampio ruolo nella conduzione del calciomercato bianconero, con l’ausilio di un direttore sportivo di nome Fabio Paratici a fargli da scudiero. Un uomo, Marotta, del quale vengono regolarmente  ricordati gli affari azzeccati e di cui si tace per carità di patria i clamorosi svarioni. Perché è indubbiamente un merito aver preso Andrea Barzagli dal Wolfsburg per meno di un milione, o aver investito 15 milioni per un difensore come Leonardo Bonucci presto diventato una colonna della squadra bianconera e della nazionale.

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci

Jorge Andres Martinez

Jorge Andres Martinez

Ma come la mettiamo coi 12 milioni elargiti al Catania per Jorge Andrés Martinez del Catania, o coi 15 dati al CSKA Mosca per Miloš Krasić? Quando si parla di calciomercato, ogni prodezza ha il suo doppio in uno strafalcione. E mica soltanto per Beppe Marotta, ci mancherebbe altro. Solo che nel caso di Beppe Marotta come in qualche altro (l’intoccabile ds romanista Walter Sabatini, tanto per non far nomi) quel doppio non viene mai menzionato. Meglio alimentare bolle narrative in cui pochi e invincibili cavalieri, senza macchia e senza paura, infilzano regolarmente il drago del calciomercato senza ricavarne nemmeno una bruciacchiatura. E allora avanti così, a glorificare l’innegabile affare realizzato nell’estate del 2011 con l’acquisto di Stephan Lichtstei.ner dalla Lazio per 10 milioni, ma a patto di tacere che quella fu anche l’estate di Eljero Elia, 9 milioni più uno di bonus e una t-shirt improponibile nel giorno della presentazione ufficiale

Stephan Lichtsteiner

Stephan Lichtsteiner

Eljero Elia

Eljero Elia

E poi, come negare gli ottimi affari realizzati acquisendo calciatori a parametro zero? Nessuno metterebbe in discussione l’abilità e la prontezza nell’acquisire Andrea Pirlo, e Paul Pogba, e Fernando Llorente. E tuttavia, perché nessuno parla più di altri parametri zero o prestiti come Nicklas Bendtner, Nicolas Anelka e Lucio?

Fernando Llorente

Fernando Llorente

Nicolas Anelka

Nicolas Anelka

Hanno fatto parte anche loro di un ciclo vincente, e delle trionfali campagne orchestrate dall’amministratore-delegato-nonché-direttore-generale. E inoltre, che dire di alcuni X Files bianconeri delle ultime annate? Per esempio, che fine ha fatto Ouasim Bouy?

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy

Leggendo le cronache dei giorni in cui il calciatore venne acquisito dal club bianconero, gennaio 2013, non si può trattenere l’ilarità.  In questo senso l’archivio di Calciomercato.com è impietoso. Consultandolo scoprirete come la Juventus avesse “bruciato la concorrenza” del Milan per tesserare Bouy. E sono sicuro che dalle parti di Milanello si stiano ancora rosicchiando i gomiti per avere sperperato cotanta opportunità. Quanto al ragazzo, aveva esibito immediatamente tutta la propria modestia dicendosi certo di fare in bianconero meglio di quanto avesse fatto Zlatan Ibrahimovic. Una voce dissonante arrivava dall’ex centrocampista olandese dell’Inter, Wim Jonk; che da responsabile del settore giovanile dell’Ajax, in cui il ragazzo è stato tirato su, giudicava precoce il salto verso il campionato italiano. Aggiungendo una chiosa che avrebbe dovuto allarmare Marotta e i suoi datori di lavoro: “Se non è stato capace Elia di far bene alla Juventus, come può riuscirci Bouy che è più giovane?”.

Wim Jonk

Wim Jonk

E già.  Per quanto riguarda il bilancio dell’esperienza italiana del calciatore olandese, è presto fatto. Una stagione in prestito al Brescia in B, senza lasciare tracce. Poi metà della stagione 2013-14 alla Juventus, con zero partite in campionato e uno spezzone di partita in Coppa Italia contro l’Avellino, festeggiato con un’ammonizione. A gennaio 2014 il ragazzo viene spedito all’Amburgo, e in una squadra che scansa la retrocessione soltanto dopo il play-off con la terza classificata della serie B (il Greuther Furth) colleziona soltanto tre presenze in campionato e una in coppa nazionale. Adesso il ragazzo gioca per i greci del Panatinaikos, in un campionato forse un po’ più in linea con le sue possibilità. L’insidiato Ibrahimovic può star tranquillo, e soprattutto può esserlo di Mino Raiola. Che di entrambi i calciatori è l’agente, e di sicuro è quello che ha più guadagnato dal passaggio di Bouy in bianconero.

Mino Raiola insieme al più acuto dei suoi assistiti

Mino Raiola insieme al più acuto dei suoi assistiti

Di X Files come il giovane olandese il recente mercato bianconero condotto da Marotta è popolato. Per esempio, quanti conoscono il misterioso caso dell’australiano James Troisi, classe 1988, rimbalzato fra Juventus e Atalanta per oscuri motivi e attualmente scaricato ai belgi dello Zulte Waregem in attesa che gli scada il contratto a giugno? E ancora, qualcuno ricorda l’ecuadoregno José Cevallos? Classe 1995, secondo il sito Transfermarkt arriva in bianconero a gennaio 2013 con la formula del prestito oneroso (390 mila euro), e dopo una stagione e mezza passata a militare nella Primavera viene rispedito in patria a giocare nel club da cui era pervenuto, lo LDU Quito. Magari qualcuno dirà che Cevallos è stato una scommessa, e che una scommessa può essere vinta o persa. Giusto. E però rimane da chiedersi se non fosse preferibile scommettere su un ragazzo di Matera o di Sondrio, anziché spendere i 390 mila euro in Ecuador per il prestito di un calciatore targato ProSoccer24. La stessa di Juan Iturbe, Gabriel Paletta, Nico Gaitan, Diego Laxalt, Nico Lopez, per citare soltanto alcuni nomi e tacere quello di Gustavo Mascardi.

Gustavo Mascardi

Gustavo Mascardi

Con tutto quanto fin qui riportato non s’intende dire che bisogni ribaltare di centottanta gradi il giudizio diffuso su Beppe Marotta e sulle sue abilità da uomo di calciomercato. Piuttosto, il senso del ragionamento è che il calciomercato è un campo in cui è normale oscillare tra le prodezze e le figuracce. E che perciò, quando vi vedete dipingere in termini assolutamente positivi un personaggio che popola quel mondo, è moto probabile che vi stiano raccontando soltanto metà della storia.

Vi stanno invece raccontando nemmeno un quinto della storia riguardo al caso di cui maggiormente mi preme parlare qui. E che riguarda non tanto il (vero o presunto) fiuto per gli affari di Beppe Marotta, quanto la sua predisposizione a realizzarli con le terze parti e fondi d’investimento. Cosa non raccomandabile, oltreché vietata dai regolamenti.  Da mesi le cronache di calciomercato parlano di un interessamento della Juventus per Danilo Barbosa Da Silva, centrocampista in forza allo Sporting Braga, 19 anni il prossimo 28 febbraio. Molti giurano che il ragazzo sia forte davvero, e non ho motivo di dubitarne. Sono altri gli elementi della vicenda che lasciano perplessi.

Innanzitutto c’è il curriculum del calciatore. Che, come da regolamento, ha dovuto aspettare il compimento del diciottesimo anno di età per lasciare il Brasile e venire a giocare in Europa, ciò che si è realizzato col trasferimento concluso durante l’estate del 2014. Ma a spiccare è il fatto che, a parte la trafila nelle nazionali giovanili brasiliane, Danilo abbia disputato soltanto tre partite con la maglia del Vasco De Gama, per di più nel campionato di serie B. Ma questo è ancora il meno.

Ciò che più interessa è vedere quale sia la situazione contrattuale del giovane centrocampista. Danilo è un calciatore risucchiato nell’orbita del portoghese Jorge Mendes, il più potente broker-affarista del calcio globale.

Jorge Mendes

Jorge Mendes

Secondo la versione maggiormente diffusa presso la stampa italiana, Mendes di Danilo sarebbe l’agente. In realtà ne è il proprietario. È ciò che si ricava leggendo la stampa brasiliana, che a settembre 2013 riferiva di un “gruppo portoghese” che per aggiudicarsi il calciatore aveva battuto l’offerta del Liverpool sopravanzandola di un milione di euro: 4,5 contro 3,5. Ovviamente il gruppo in questione è capitanato da Mendes, che per le operazioni in Brasile dà pieno mandato a Deco. Quest’ultimo da calciatore era un suo assistito, e una volta conclusa la carriera ne è diventato fido collaboratore.

Deco

Deco

Torniamo a Danilo. Approda allo Sporting Braga, e dopo un periodo d’ambientamento ne diventa titolare fisso a soli 18 anni. Verrebbe da dire che il ragazzo bruci le tappe. E però c’è un però. C’è che lo Sporting Braga è, assieme al Rio Ave di Vila do Conde, il club più mendesizzato del Portogallo. È pieno di calciatori controllati da Gestifute . Ultimi a entrare a far parte dei ranghi mendesiani sono stati Rafa e Pedro Tiba.

Rafa

Rafa

Pedro Tiba

Pedro Tiba

Inoltre, come riferisce l’articolo linkato poco sopra, grazie al boss di Gestifute lo Sporting Braga ha un rapporto privilegiato col Monaco dell’oligarca Dimitri Rybolovlyev. “il re del potassio”.

Dimitri Rybolovlyev

Dimitri Rybolovlyev

La munifica campagna acquisti condotta nell’estate  2013 dal club monegasco neo-promosso in Ligue 1 fu coordinata proprio da Jorge Mendes, che nel doppio ruolo di agente di calciatori e consulente di mercato del club riempì di propri assistiti la squadra allenata allora da Claudio Ranieri e intascò per questo laute commissioni. Un anno dopo, anche a causa del rovinoso divorzio di Rybolovlyev dalla moglie Elena, il budget del Monaco per il calciomercato è stato drasticamente ridotto. Senza che, tuttavia, Mendes abbia smesso di trafficare col club del Principato. L’estate scorsa, silurato Ranieri perché colpevole di essere arrivato “soltanto” secondo nell’anno del ritorno in  A con tanto di qualificazione diretta alla fase a gironi di Champions, sulla panchina del club è andato il portoghese Leonardo Jardim. Reduce da un’ottima stagione alla guida dello Sporting Lisbona, ma soprattutto cliente di Mendes.

Leonardo Jardim

Leonardo Jardim

Il rapporto fra lo Sporting Braga e il Monaco, orchestrato dal boss di Gestifute, è un altro punto cruciale della questione. Il club arsenalista è in profonda crisi economica al pari di tutti gli altri della Liga portoghese. Un’analisi datata 2013, dedicata alla generalizzata riduzione di budget dei club lusitani, metteva in mostra come il budget bracarense fosse stato abbassato a 13 milioni di euro. Il dato relativo al 2014, ricavabile dall’ultimo bilancio approvato a fine ottobre, parla di un budget portato a 15 milioni. In un passato recente il club ha avuto addirittura un contenzioso con l’amministrazione comunale, a causa del mancato pagamento della bolletta elettrica. E un abbuono per mezzo milione di quel debito è entrato nel calderone delle polemiche sul dissesto finanziario della Camara Municipal.

Ebbene, prendete il dato dei 15 milioni di budget e poi guardate la tabella di Transfermarkt dedicata alla campagna trasferimenti tenuta dal Braga la scorsa estate. Fa impressione registrare le cifre per le acquisizioni del già citato Danilo e soprattutto di Wallace, altro brasiliano proveniente dal Cruzeiro: 4,5 milioni più 9,5 milioni. Fanno 14 milioni per l’acquisizione di due calciatori, per un club che ha un budget di 15 milioni. Possibile? Ovvio che no, e basta passare in rassegna gli articoli pubblicati dalla stampa portoghese nei giorni della cessione di Wallace. Il titolo di questo articolo su O Jogo dice testualmente: “Il Braga riceve un difensore che costa 9,5 milioni”. Nessun costo, nessun diritto di proprietà. Ma allora chi ha versato quei 9,5 milioni? Come lo stesso articolo riferisce è la Gestifute International Limited l’agenzia di Jorge Mendes. E non è ancora tutto. Giunto a Braga, Wallace viene immediatamente girato al Monaco. Si può parlare di triangolazione in stile Locarno?

C’è un’ultima annotazione che merita di essere citata guardando ai ranghi dello Sporting Braga per come è uscito dalla campagna trasferimenti estiva del 2014. Un altro dei giocatori provenienti dal Brasile è il portiere Matheus.

Matheus

Matheus

Che è stato costretto a posticipare l’esordio in campionato a causa del ritardato pagamento da parte del Braga all’America Rio di 800 mila euro sul totale di 2,4 milioni (altro che 14 milioni per due giocatori). Una volta regolarizzata la propria posizione Matheus è diventato titolare fisso scalzando il russo Stanislav Krytchiuk, che pure fin lì non aveva certo demeritato. È il caso di sottolineare che Matheus è l’ennesimo assistito di Jorge Mendes. In questo senso, è impressionante un passaggio della lunga intervista rilasciata dal portiere a O Jogo per l’edizione dello scorso 25 dicembre. Ve lo riporto in lingua originale:

Jorge Mendes desempenhou um papel fundamental na sua chegada a Braga. Como foi o primeiro contacto?
—Foi bom. Encontrei-me com ele quando cheguei ao Braga, reunimo-nos e tivemos uma conversa sadia.

Como reagiu quando soube que o empresário que muitos consideram o mais influente do mundo o queria representar?
—Fiquei feliz por saber que ele estava atento ao meu trabalho. De qualquer forma, a responsabilidade por estar ligado ao Jorge Mendes também aumenta. Sinto que não posso baixar a guarda, nem nos jogos nem nos treinos.

A destare impressione è la risposta alla seconda domanda (“Come ha reagito quando ha saputo che l’impresario considerato da molti il più potente del mondo voleva rappresentarla?”):

“Mi ha reso felice sapere che lui aveva posto attenzione sul mio lavoro. In qualche modo, la responsabilità  di essere legato a Jorge Mendes aumenta. Sento che non posso abbassare la guardia, né in partita né in allenamento”.

L’immagine che viene fuori è quella di un calciatore che sente di appartenere prima al suo agente e dopo (ma molto dopo) al suo club. Questo è il Sistema Mendes. E di questo sistema lo Sporting Braga (allenato dalla vecchia conoscenza del calcio italiano Sergio Conceiçao, anche lui vicino al super broker globale) è un segmento perfettamente integrato.

Sergio Conceiçao

Sergio Conceiçao

Una squadra piena di giocatori di Mendes. Ciò significa forse che costoro giocano in ragione del fatto  d’appartenere alla scuderia? A questa domanda non sono in grado di rispondere. Magari giocherebbero comunque, chissà. E magari un ragazzo di 18 anni con alle spalle soltanto tre partite nella B brasiliana è davvero un fenomeno, capace di diventare immediatamente titolare fisso in Europa. Dubbi che rimangono.

Ci sono invece delle certezze, sulla vicenda. E con queste si torna a Beppe Marotta e alla sua intenzione di prendere Danilo. La cui valutazione, dopo una decina di gare giocate nella modesta Liga portoghese è salita, da 4,5 a 8 milioni. Bella botta. Vuol spendere davvero tutti quei soldi per un giovane il cui valore è ancora tutto da dimostrare, caro Marotta? E soprattutto, vuol contribuire a ingrassare il Sistema Mendes coi soldi della Juventus? Sarebbe bello sapere quale sia la sua opinione in merito a ciò. Così come sarebbe opportuno avere delucidazioni su quell’irresistibile passione per i calciatori controllati dalla famiglia Pozzo. E non mi riferisco solo all’Udinese. Ci sono un paio di giovanotti del Granada, per esempio. Ma se ne riparlerà un’altra volta.

(1. continua)

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28 Risposte

  1. Marotta non è per niente un genio del mercato. Tu lo sottolinei, ma da juventino mi ricordo bene i vari flop che, conti alla mano, superano i successi. Certo, bastano un Llorente e un Pogba a costo zero per cancellare tutto il resto. Ma c’è il Morata che non gioca in questa Juve. 18 milioni più bonus e un diritto di riacquisto già fissato. Che storia è? La Juve non ha alcun interesse, ora come ora, a far esplodere il ragazzo. Perché se il suo valore di mercato (e la maturazione del giocatore) scende sotto i 18 milioni il Real non lo riscatterà alla data fissata (mi sembra si parli di 36 milioni circa), e solo a quel punto la Juve potrà puntare su questo giovane (finora) panchinaro. Secondo te questa è più una mossa di mercato in previsione dell’addio di Llorente o c’è qualcosa dietro?

    • Morata è un giocatore controllato da Doyen. Questo è il motivo…

    • Ecco, lo sospettavo in effetti. Alla fine la Juve avrebbe fatto meglio a tenersi Immobile per la metà di quanto ha pagato Morata, perché mi sembra che siano sullo stesso livello.

    • Morata forse è l’unico giocatore forte e futuribile preso in 2 sessioni da Marotta. Gli scandali sono altri non facciamo confusione, è vero che c’è il Doyen dietro (ma come ho spiegato sotto c’è anche Bozzo da intemrediario) ma è stato pagato il giusto.considerando l’età. Morata già oggi è di gran lunga il più forte attaccante della Juventus e il più forte attaccante under 25 in Italia Lo scandalo semmai è Llorente , un giocatore mediocrissimo (cosa chiara anche quando giocava o meglio non giocava a Bilbao)che non è vero che è stato pagato zero come la propaganda inocula in giro , ma sono stati dati milioni, tanti, al fratello e un contratto al giocatore ridicolo per il valore del calciatore.
      Lo stesso Tevez è costato tantissimo pvisto l’età visto il triennale a scadenza l’anno prossimo e visto che il giocatore non è mai stator ealmente cometptivo in champions league quando era più giovane figuriamoci a 29-30 anni.

    • Ragazzi, se c’è di mezzo Doyen significa che l’affare lo fa solo Doyen. Qualcuno mi dovrà pur spiegare cosa significhi comprare (o vendere, vista dal lato Real Madrid) oggi a 22 per poi rivendere (o ricomprare) fra due anni a 33. Chi ci guadagna per certo? Di sicuro chi intermedia. O chi detiene i diritti d’immagine. O comunque la terza parte che lucra sulla cessione, si tratti di 1 o 100. In tutti e tre i casi, guadagna Doyen.

    • E continuando sul mistero della formula “vendi con prezzo di riacquisto già fissato”, vogliamo parlare di Zaza e Berardi? Che senso ha?

    • Non ho detto che Morata sia stato un cattivo affare, ma perché tenerlo in panchina se ha bisogno di minuti in campo per crescere? Ho ipotizzato che valorizzandolo oggi, e cedendolo al Real per il prezzo fissato, la Juve ci perde. Passata invece la data del riscatto, e ceduto Llorente, a quel punto abbiamo un giocatore forte da mettere in campo. La mia domanda riguardava proprio il senso di acquistare per 20 milioni un giocatore e tenerlo in panca. A quel punto, per la metà, si poteva riscattare Immobile che almeno nell’immediato aveva più minuti nelle gambe. Io spero che Morata resti, che non sia in Italia per fare soldi sui suoi passaggi, perché anche se a Madrid ci hanno preso per culo dicendo che l’avevamo scambiato per un campione, io credo che valga molto più di Llorente e Tevez, se non altro per l’età.

    • Pippo è innegabile che Doyen ci guadagna nella transazione Morata però raffigurarlo come un cattivo affare per la Juventus è assolutamente e indiscutibilmente errato perchè il giocatore c’è eccome a differenza di altre sòle e di decine centinaia di milioni dilapidati dalla Juventus dal 2006 ad oggi.
      Una società come il Real un ragazzo del genere non lo cede a cuor leggero soprattuttto se è di Madrid ed era un beniamino del pubblico. A Doyen ovviamente faceva e fa comodo non mettere il giocatore in competizione con C.Ronaldo visto che sono pressochè lo stesso ruolo.Non vedo attaccanti giovani cosi forti nella scuderia di Mendes.

    • Sul valore del giocatore non discuto. Ma perché tirar su un giocatore che valorizzi per altri? E perché non puntare subito su Zaza e Berardi? Quello che voglio dire è che il Sassuolo sta facendo il Sassuolo per la Juventus, e intanto la Juventus sta facendo il Sassuolo per il Real Madrid. Non mi pare molto decoroso…

    • Pippo il Sassuolo che nella storia di Morata non centra nulla . Morata è un giocatore nettamente superiore a zaza e anche molto diverso.Piuttosto sul sassuolo marottoa dovrebbe spiegare come si fa a fissare la metà di berardi a 14-15 milioni s ehai valutato Gabbiadini per quella cifre per l’intero cartellino.
      Riprendendo il discorso Morata, ripeto è uno dei pochissimi buoni affari fatti da Marotta in 5 anni insieme a Pogba Barzagli e Vidal e agigungo Coman.Poi c’è Pirlo che ha giocato bene (e non sempre anzi)solo in un campionato italiano dove si va a 2 all’ora.
      La Juventus peraltro non ha giustamente alcun itneresse a far esplodere Morata ora col rischio che il real s elo possa riprendere entro 2 stagioni

    • segnalo che il blog juventinoindignato.blogspot.it si chiama ora juventinindignati.blogspot.it e segnalo questo articolo sull’affare Gabbiadini di Marotta e sulla gestione del calcionercato della Juventus http://juventinindignati.blogspot.it/p/analisi-reale-di-juventus-napoli-doha.html

  2. Molto interessante. Il giochino acquisti falliti / acquisti riusciti lo trovo un po’ futile, perchè i giocatori possono fallire anche quando sono bravi, per tanti motivi, e questo non si può imputare ai dirigenti che li hanno acquistati. Krasic ed Elia giocavano nelle loro nazionali ed erano giocatori abbastanza quotati, all’epoca. Non si possono paragonare a Martinez, che è effettivamente un acquisto incomprensibile (prima o poi forse capiremo cosa c’è dietro) visto che anche al Catania non aveva certo dimostrato di essere da Juve.
    Detto questo, che non tutte le operazioni di calciomercato rispondano a criteri sportivi sembra evidente a chiunque non si fermi al gioco degli scoop sul prossimo acquisto. Purtroppo i nostri giornali si limitano spesso a questo spiegandoci raramente i meccanismi che ci sono dietro. Aspetto con curiosità le prossime puntate (e cercherò di procurarmi il libro).

    • scusa frantosc, ma elia e krasic non avevano dimostrato proprio nullla soprattutto krasic. Casualmente dietro all’operazione krasic ‘è un altro mediatore Naletelic che già fece affari a genoa con marotta (e paratici), per un giocatore serbo desaparecido a Genova.Krasic si vedeva dai video che era un caprone che correva con la palle senza nemmeno guardarla .
      Un altro rapporto di cui non si Parla di Marotta è col Napoli.
      Marotta nel 2010 strapaga Quagliarella ripudiato dal presidente in tribuna, 15 milioni, con i cui soldi Il napoli prende Cavani rivenduto a oltre 60 milioni. In pratica la squadra al Napoli gliela ha fatta Marotta. Ed ora gli regala pure GABBIADINI per 4 spiccioli rispetto a quanto fu pagato quagliarella a 28 anni e sorpattuttto guardando che lo stesso Marotta è colui che ha valutato 12.5 milioni la metà di GIOVINCO che ora perderà a 0 e che è lo stesso Marotta che pagherà 14 milioni la metà di Berardi. Perchè Beradi vale il doppio di Gabbiadini?
      MA GUARDA CHE IL PROBLEMA, L’ANOMALIA non è Marotta, ma chi sta sopra e lo ha messo li come ha messo Cobolli, Blanc, Seccouna proprietà semplicemente indegna di essere chiamata tale che poichè ha in mano i giornali, gli ultrà e ha perfino rapporti come racconta il blog Juventinoindignato con quelli che vendono amteriale contraffatto fuori dallo stadio danneggiando la Juventus, viene silenziato tutto.

    • Tante grazie! 🙂

  3. L’articolo e’ interessante ma non si capisce che accidente c’entri Marotta; nel senso, lo si poteva sostituire con qualsiasi nome di DS italiano e l’articolo usciva fuori lo stesso… il che mi fa sospettare che sia un classico modo di attirare l’attenzione dei molti tifosi juventini (bimbominkia frustrati come pochi); detto questo la prima parte e’ aria fritta perche’ si basa su una ipotesi totalmente fallace, cioe’ che Marotta sia unanimemente ritenuto un genio del mercato, quando basta farsi un giretto sul web per rendersi conto che non e’ assolutamente questo il caso; per la voce del popolo il vero genio del mercato e’ Galliani (col quale e’ assai piu’ difficile prendersela, anche se scrivi su giornali di parte come Russo).

    In definitiva dalla prima parte si evince che Marotta a volte le fa bene e a volte le sbaglia, a volte tratta con persone per bene, a volte con banditi, insomma l’elaborazione dell’ovvio e una caratteristica comune a tutti quelli che lavorano nel calcio in Italia. La seconda parte e’ decisamente piu’ interessante ed e’ uno dei cavalli di battaglia di Russo, ovvero l’analisi di come le “terze parti” (procuratori e fondi di investimento) influenzino il mercato. Ma qui il legame con Marotta e’ ancora piu’ tenue se possibile; tutto parte da un giovane (Barbosa) controllato da Jorge Mendes che forse (ma forse, perche’ per adesso sono solo chiacchere) la Juventus potrebbe acquistare.

    Concludedendo: l’articolo e’ interessante e non stira la realta’ piu’ di quello che ci potrebbe aspettare da un giornalista “investigativo” come Russo, ma il titolo e’ completamente fuorviante e pare fatto apposta per creare flames sui siti di tifosi (fatto che si sta puntualmente verificando). Sarebbe carino se ogni tanto si potesse discutere di queste cose senza fare del sensazionalismo da quattro soldi che poco aiuta a fare una discussione seria.

    • marotta centra tutto visto che non sa nulla di calcio come nons apeva nulla cobolli, blanc secco e come non s anulla elkann e agnelli jr
      Kantor leggi sotto va

    • Solo per dirti che di Galliani ho parlato pochi giorni prima di parlare di Marotta. Vai appena indietro nel blog e trovi un pezzo sul caso Cerci-Torres. Un caro saluto 🙂

  4. non voglio fare della pubblicità (o come si dice spam), ma questo blog almeno su marotta è arrivato secondo :), il primo è stato juventinoindignato blogspot con un intero capitolo. :).
    Marotta , come d’altronde andrea agnelli e del cugino, di calciatori e di calcio non sa nulla. E’ un contabile che si affida totalmente al non più ragazzo ex giocatore Fabio Paratici. Ecco come scrive il blog juventinoindignato almeno Fabio Paratici non si fa mai intervistare per mettersi in evidenza e almeno questo è un gran pregio.
    Marotta però è furbo da saèere che epr lui avere un buon rapporto col giornalistume italico soprattuttto locale, è importante, quindi non lesina mai interviste e sorpattuttto se c’è da dare qualche dritta a tuttosport, gazzetta o corsport su qualche affare in via di svolta la dà senza alcuni problema.
    Marotta alla Juventus ha bruciato più soldi di qualsiasi altro dirigente calcistico in Europa dal 2010.
    Non sono solo gli esempi citati di martinez, krasic elia che salgono all’occhio, come non sottolineare i rapporti del Marotta con l’avvocato Beoope Bozzo e le operazioni Quagliarella,Motta, Grosso allenatore della Primavera,Anelka,Bozzo appare anche come intemrediario nel’operazione Morata, per arrivare all’apoteosi Peluso.
    Peluso è un giocatore scarsissimo, che viene valutato da Marottoa ben 6 milioni a 29 anni. Di sta storia non ha mai aprlato nessuno tranne il blog juventinoindignato. Chi è il procuratore di peluso? Bozzo. Ora attenzione :
    Marotta è un ex dirigente dell’Atalanta, nella società orobica della ex proprietà Ruggeri, marotta fece acquistare tale Gianni Comandini per circa 15 milioni di euro record del club.Fu un totale fallimento.
    Alla Juventus Marottoa regala letteralmente 6 milioni per Pelusoe altri 5 milioni per Padoin! Chi è il procuratore di padoin? Tinti ovvero un altro con cui Marotta fa facimente affari. Ricordate che Tinti è il procuratore di Alessandro Matri, pagato dalla Juventus 18 milioni e rivenduto a 11. peluso è stator egalato 0 al Sassuolo in cambio della metà di Marrone, e Padoin farà la stessa fine almeno che non terminerà il contratto alla Juventus.
    Tinti è anche il procuratore di Pirlo ovviamente , ma per chi parla di Pirlo grande affare per la Juventus può darsi il primo anno, forse ils econdo,,ma andatevi a vedere tutte le prestazioni di pirlo in campo europeo siostematicamente pessime e gli anno rinnovato il contratto fino al 2015 per una cifra milionaria a 35 anni, soldi che beccherà anche Tinti ovviamente.
    Ora ritorniamo all’Atalanta e ai rapporti di Marotta.
    Peluso e Padoin sono costati complesivamente 11 milioni di euro, leggendo il bilancio orobico degli ultimi 2 esercizi queste cessioni sono state decisive per il i bilanci, sennò c’era il bisogno di una consistente inizezione di capitale per coprire le perdite. Insomma gli 11 milioni per la Juventus sono diventati zero in 12 mesi mentre hannos alvato dif atto l’Atalanta da problemi seri.
    Ritorniamo a Marotta e ai rapporti con I Pozzo. Marotta in pratica ha fatto lo stadio ai pozzo visto che sono oltre 70 milioni i soldi versati dalla Juventus all’Udinese dal 2007 oggi comprendendo anche l’affare iaquinta., giocatore che alla Juventus come altri tipo Martinez, Andrade e si spera non pepe ha terminato la carriera infortunato (il capitolo staff medico-atletico ed infortuni è un’altra storia di cui i blog juventinoindignato si occupa).
    Con 70 milioni di cui solo 36 per isla ed asamoah, altrochè organizzazione scouting dell’udinese, una società organizzata e composta d auna proprietà e dirigenza seria avrebbe messo in piedi la più grande strututra di scouting al mondo.
    Ma quandio pensi a gente tipo elkann ed agneli pensi che al amssimo potrebbero gestire la trattoria sotto casa, dove nessuno comunque andrebbe a mangiare perchè farebbe schifo.
    Un aspetto i cui Pippo Russo dovrebbe occuparsi secondo me è il fattore extracomunitari, perchè se una società italiana compete in Europa con club che non hannoa lcuna limitazione dit esseramento , esempio la Juventu sfiderà i borussia dortmund che può tesserare chiunque, significa che la comeoptizione è totalmente falsata, ma nessuno lo fa notare in itaglia, come del resto nessuno fa notare che in bundelisga premier e liga gli extracomunitari sono di gran lunga maggiori che in serie A, che è ivnetato un torneo di cosi basso livello perchè appunto una società è copstretta a scegliere giocatori che hanno il passaporto italiano o che giocano nel campionato italiano..
    Insomma Marotta in questi anni prendendo giocatorid ell’udinese ha solo alimentatio una ingisutizia, che fa dei Pozzo i vincitori su ogni tavolo di mercato visto che loro con 3 società a disposizione possono giostrare chiunque, e Marotta siper metter a posto i danni d alui fatti valutà la metà di Pasquato 2 milioni di euro oppure rpende 2 giocatorid el Granata per non fa rminusvalenza

  5. Parliamo del caso Giovinco. Giovinco viene ricattato dopo aver ceduto la metà al parma per 2 stagioni per poco più di 4 milioni,per 12.5 milioni comprensivi del metà cartellino del giocatore Chibsah che il Parma rivende al Sassuolo per 2.5 Ora il Parma ha rischiato seriamente di non sicriversi nemmeno al campionato perchè pesantemente indebitato per oltre 30 milioni. Se il Parma avesse riscattato Giovinco avrebbe pagato complessivamente minimo 20 milioni di euro(ovvero gli 11.5 incassati nons arebbero stati incassati ma spesi). Ovvero la metà incassata l’avrebbe dovuto sborsare Ghirardi. che a quel punto si sarebbe trovato con una società il Parma non solo probabilmente ivnendibile ma al massimo non civ rebbe guadagnato nulla . Mentre risulta che Ghirardi dalla cessione del parma abbia guadagnato almeno 5 milioni di euro. Poi a chi ha venduto è una ltro discorso.

  6. Caro @pipporusso prendo atto dell’articolo su Torresl; avrei preferito pero’ una risposta piu’ nel merito non tanto sul contenuto dell’articolo, quanto sul modo di presentarlo (che secondo me e’ altrettanto importante). In altre parole, cosa dovrebbe spiegare Marotta? O meglio cosa dovrebbe spiegare Marotta di diverso da altri 19 DS (e mi limito alla serie A)? Se tu vuoi esporre un modo di fare mercato che e’ poco trasparente, beh su questo sono con te; pero’ (e stai parlando con uno che di mestiere non fa l’idraulico) secondo me non e’ questo il modo di portarlo al centro della discussione. Quello che il tuo articolo ha ottenuto e’ solo un mare di flames sui siti “dedicati” e l’immediata calata di personaggi come @juman che (ma questo l’hai sicuramente gia’ capito) e’ un caso umato pietoso che appartiene piu’ al reame dei servizi sociali che a quello della normalita’. Ma magari sono io che sono troppo old fashioned per ingoiare questo tipo di giornalismo;….

    • Potrebbe spiegare qualcosa su James Troisi, per esempio. O su Cevallos. Come mai sono stati presi?

    • kantor non sei credibile visto che scrivi per un blog capitanato da uno che aspettò moratti fuori la saras e che è stato invitato poi allo stadio uin tribuna premium dalla società a Torino, dopo essere intervenuto in trasmisisioni televisive di Torino ttoalmente filosocietarie e saia chi mi riferisco.
      Russo parla di Cevallos l’ecuadoregno, ma c’è un caso ancor più eclatante secondo me che è quello del difensore francese Gouano pagato circa 1 milione di euro e poi dato all’atalanta che lo ha poi ceduto in portogallo….

    • Su Gouano qualche domanda me la sono fatta pure io. E ancora una volta c’è di mezzo l’Atalanta, come nel caso di Troisi…

    • beh pippo c’è anche Gabbiadini valutato 10 milioni con 80 minuti di serie A sul blog juventinindignati è spiegato tutto

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