Parole – Mela (Repubblica Firenze, 13 settembre 2015)

 Qual è la parola della settimana? Senza dubbio alcuno è mela. Termine che per antonomasia indica il frutto della tentazione, e che a Firenze denomina una specifica forma del lasciarsi cadere nelle umane debolezze. Quella che è stata immortalata nel titolo d’un mediocre romanzo vincitore del Premio Strega 2014: la tentazione di essere come tutti. Da questa irresistibile spinta verso l’omologazione è attratta la nostra Culla del Rifacimento, che sta riempiendo il proprio centro storico di segni della colonizzazione globale. E in questo gigantesco flusso d’imitazione del format, ecco la mela di Apple che a breve campeggerà in piazza della Repubblica. La piazza che fu simbolo della Firenze Capitale e adesso sarà segno della Provincia Globale. Sit transit Gloria Gaynor, madama la marchesa, ché qui bisogna agganciare il grande flusso del mainstream e guai a rimanerne fuori. E allora si faccia spazio alla nuova Grande Mela e la si lasci visivamente impattare nella quotidianità dei fiorentini. Roba che qualunque internauta da Katmandu o da Maracaibo possa distinguere immediatamente facendosi un tour fiorentino virtuale su Google Street View. E se l’insegna è troppo appariscente rispetto ai parametri del regolamento edilizio, si fa presto a piegare la regola anziché rendere urbanisticamente compatibile il marchio. Ecco bell’e pronta una deroga. Perché non la battezzano Steve Jobs Act?

È troppo forte questa tentazione di essere come tutti, viene persino celebrata dai media locali come una sequela di eventi meritevoli della notizia. Come tale è rappresentata l’apertura in via Cavour di Queen’s Chips, la catena olandese specializzata in patatine “fritte due volte”. Notiziona. E peccato che non siano arrivati prima, ché avrebbero dato modo a quella pisquana di turista loro connazionale di farsi il selfie imboccando la statua di San Giovanni Battista con patatine pescate da un cono formato Jumbo. Il tutto con grave scorno per trippai, e per la loro cucina così trivialmente local. Ma cosa aspettano a inventarsi un marchio d’impatto globale, se davvero vogliono sopravvivere? Una cosa tipo The LampreDoctor, che permetta anche a loro di dare un contributo al grande progetto Firenze Provincia Globale. Progetto che raggiungerà il culmine con la ruota panoramica di Bellariva, un London Eye in sedicesimo che ridisegnerà lo skyline fiorentino. Del resto, che palle ‘sto Duomo, ovvìa! Meglio sforzarsi di somigliare all’imitazione di Firenze che trovereste a Las Vegas.

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