Il caso Ched Evans, fra giustizia e verità – parte prima (Lettera43)

a51d515c-95f3-11e6-a7dd-8b62cd44f0c0_169_l

Ched Evans

 

Questa è una storia di giustizia negata. Si svolge in Gran Bretagna, e racconta di un calciatore professionista condannato a cinque anni di carcere per stupro e poi riabilitato in seguito alla revisione del processo, ma soltanto dopo avere scontato metà della pena in regime di detenzione. E messa in questi termini se ne dedurrebbe che la vittima di giustizia negata sia il calciatore riabilitato, tornato sui campi di calcio dopo quattro anni di pausa e perciò è protagonista di un finale agrodolce. Ma le cose non stanno così. Perché questa è una storia di giustizia negata in linea di principio, al di là dei suoi protagonisti e della loro sorte processuale. E lo è soprattutto perché il suo esito giunge al termine di un percorso nevrotico, durante il quale la verità giudiziaria si rivela troppo permeabile a influenze esterne per potersi ritenere equa. Non si parla di giustizia negata a qualcuno, ma di giustizia che nega se stessa perché incapace di agire con rigore.

(Per leggere il seguito cliccare qui)

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: