Spicchi di Toscana – Faltognano, il passaggio come destino (La Repubblica Firenze, 1 luglio 2018)

Con colpevole ritardo comincio a recuperare gli articoli della serie “Spicchi di Toscana”, pubblicati ogni domenica da La Repubblica-Firenze.

 

Faltognano

Come passare dentro a un letargo. È l’ora di pausa del primo pomeriggio ma potrebbe essere qualsiasi altra ora del giorno, e qualsiasi giorno d’ogni altra stagione, qui a Faltognano. Man mano che ci si spinge in alto le colline di Vinci perdono sofficità e cominciano a assumere il fascino ruvido dell’Appennino. Fermandosi e guardando in giù si ammira l’immenso arazzo della Toscana da cartolina, e pensando che fino a pochi minuti e chilometri prima si era laggiù ci si sente assalire dal senso di colpa dell’usurpazione. Si sarà speso tutto lo stupore, e il senso d’ammirazione, che il luogo pretende? O ci sarà comportati come si facesse parte di quelle torme di turisti mordi e fuggi, cui con tanta degnazione guardiamo perché passano innanzi alle bellezze storiche e architettoniche come costeggiassero le isole di uno shopping mall? Eppure questo interrogativo è già un segno. Significa che quella Grande Bellezza ce la si è lasciata alle spalle, che si è già diretti altrove. E che il viaggio è fatto del progressivo sfumare di luoghi e sensazioni.

 

Faltognano

Quassù a Faltognano la sensazione di avverte immediata. È ancora territorio di Vinci ma è già la premessa di altrove. Una delle stazioni di passaggio che permettono di lasciarsi la meraviglia alle spalle poco a poco, anziché fare esperienza del brusco distacco. Ma sarebbe errato pensare che questo luogo serva soltanto a ammortizzare. Esso è capace d’esprimere una bellezza tutta sua. Ma per coglierla ci si deve fermare, e proprio questa è la cosa più difficile. Perché Faltognano è un luogo liminale. Una soglia che cambia il paesaggio ma anche noi che l’attraversiamo. E poiché bisognerebbe anche capirle, quelle soglie, allora fermarsi è dovuto. C’è sempre tempo per andare oltre e c’è sempre un altro viaggio da compiere. Ma prendersi una pausa e perlustrare una linea di confine è un altro viaggiare, scoprire una mistica diversa dell’andare.

 

Faltognano

Così ci si sente lassù, in questo posto che ha come punti di riferimento la storica chiesa di Santa Maria Assunta e il gigantesco leccio ultracentenario diventato meta di un turismo di nicchia. Ma in verità è l’assenza di punti riconoscibili a costituire l’anima di Faltognano. Che inizia e finisce senza avvedersene, come tutti i luoghi nati ai fianchi delle vie di comunicazione e perciò destinanti a assistere ai passaggi. Dei mezzi e delle persone. Delle stagioni e delle epoche. E di questa contemplazione del passaggio si trova traccia fuori da quelle case le cui porte si spalancano sulla strada, e le cui finestre sono oblò sull’eterno movimento che si cristallizza in immobilità.

 

Faltognano

 

Faltognano

Sarà per questo che, aggirandosi per quei dintorni, si sente addosso un tempo rallentato. E anche un dovere di circospezione, e l’obbligo verso una non dichiarata consegna del silenzio. Si è in strada ma forse si sta già violando lo spazio privato di qualcuno, e allora la misura e il rispetto sono le cose minime dovute.

Si avverte tale dovere di non violare spazi altrui quando ci s’arrampica verso quel gruppo di case su un poggio, con un grande cortile interno che mescolando pietra e erba imprime sul viandante una scossa d’inattualità. Sì, certo che c’è lo spazio sufficiente a passarci con l’auto. Ma come si potrebbe? Sembra d’essere precipitati un paio di secoli indietro, e la cosa più preziosa è tenersi stretta quella sensazione mista di presente e passato remoto, di vita attuale e vita in flashback. Un contrasto che si avverte percorrendo altri angoli di Faltognano. Fra case ancora abitate e altre malamente abbandonate. E sedie, tante sedie per posarsi e nutrirsi del paesaggio di laggiù. Poggiate pure su una terrazza all’aperto, e ormai abbandonata a se stessa. Il pavimento in mattoni sbriciolato, e un carrello arrugginito a un angolo. Ma tavoli e sedie sono sempre lì, pronti a accogliere chiunque necessiti d’un istante di pausa. Ci si può anche fermare a Faltognano. E lasciarsi scorrere addosso un po’ di vita al ralenti.

 

Faltognano

 

E come al solito, ecco un branoo musicale che serva a darvi l’atmosfera…

 

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