Guerra alla Svizzera!

La notizia è stata riportata dall’edizione domenicale del quotidiano svizzero Le Matin, e è stata ripresa successivamente da Le Monde e da altri quotidiani europei: nello scorso fine settimana l’esercito svizzero ha condotto l’esercitazione annuale. Il che costituirebbe un fatto di routine se non fosse che i generali svizzeri, come sottolinea l’articolo di Le Monde, diano prova da un anno all’altro  “di un’immaginazione debordante”.

 

Il fronte dell'ipotetica invasione francese alla SAvizzera

Il fronte dell’ipotetica invasione francese alla SAvizzera

Nel caso in questione, la prova d’immaginazione sta nell’avere ipotizzato un attacco al territorio svizzero portato da una Francia super-indebitata, e dunque costretta a invadere il ricco vicino. Bizzarra trovata. Evidentemente per la buona riuscita dell’esercitazione bisognava proprio costruirci intorno una narrazione motivante. E per carità, lasciamo perdere ogni considerazione sul fatto che la determinante economica faccia scattare al massimo grado negli svizzeri l’istinto d’autodifesa.

 

All'armi Svizzeri!

All’armi Svizzeri!

Gli articoli sull’esercitazione riportavano altri dettagli, relativi alla simulazione dell’anno scorso. In quell’occasione venne prefigurato uno scenario apocalittico: un’implosione dell’Area Euro che affollasse le frontiere svizzere di migranti provenienti dai paesi più indebitati. Sarebbe a dire: Francia, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna.

Gli ipotetici profughi provenienti da questi paesi verrebbero presi a cannonate, dunque? Non è dato sapere. Però a questo punto verrebbe voglia di coalizzare tutti i cassintegrati, gli esodati, i disoccupati, i senza tetto, i precari e pure gli immigrati dei cinque paesi mediterranei classificati dai generali elvetici come un’unica minaccia, e formare un gigantesco esercito che dichiari immediatamente guerra alla Svizzera. E lì staremmo a vedere quanto resisterebbe il valoroso esercito, santissimo protettore della Purezza del Franco Svizzero.

 

Facciamo guerra?

Facciamo guerra?

La ferita mai rimarginata del calcio portoghese

Guardate, nel link che allego a fondo pagina, la formula con cui sul sito di Publico, uno dei principali quotidiani portoghesi, è stata accolta la sconfitta della Grecia all’esordio mondiale contro la Corea del Sud. Il 2-0 messo a segno dagli asiatici è stato salutato non già come il risultato di una partita di calcio, ma come il verdetto giunto al termine di uno scontro fra idee e valori assoluti. Vincono la Giustizia e la Bellezza. Contro l’Ingiustizia e la Bruttezza, sottinteso. Il che, per chi ha visto la partita, è francamente sopra le righe. È soltanto accaduto che una squadra meritevole di vincere abbia battuto una squadra meritevole di perdere.

Ma dietro quel titolo c’è il pulsare d’una ferita mai sanata. I portoghesi non hanno ancora perdonato i greci, e mai lo faranno, d’aver sbarrato loro la strada nell’unica occasione storica in cui avrebbero potuto aggiudicarsi una grande manifestazione calcistica: i Campionati Europei del 2004, disputati giusto in Portogallo. In quell’occasione la nazionale greca (guidata come oggi dal tedesco Otto Rehhagel) batté addirittura due volte quella portoghese: 2-1 nella partita inaugurale del torneo e 1-0 in quella finale. E lo fece sempre giocando un calcio straordinariamente cinico, difensivo al massimo. Un calcio brutto e speculativo, secondo i detrattori. L’unico calcio che potesse praticare, a mio parere.

Sia come sia, per i portoghesi quella ferita rimane aperta. E ogni volta che i greci perdono, per loro si tratta d’un lenimento.

http://www.publico.pt/mundial2010/Show/houve-justica-e-beleza-na-primeira-vitoria-do-mundial_1441616